Con il decreto del Ministero delle Attività Produttive dello scorso 5 dicembre, sono state fissate le scadenze per la presentazione delle domande relative al sesto bando della legge 215/92, “Azioni positive per l’imprenditoria femminile”.
Lo stanziamento complessivo ammonta a € 88.535.259,64.
Si segnala che, dalla ripartizione delle risorse per Regione, per l’Umbria risultano disponibili 751.369,00, fondi esclusivamente statali, giacché la Regione dell’Umbria non ha previsto alcuna integrazione al bando in oggetto.
Le domande delle imprese dovranno quindi essere inoltrate al Ministero delle Attività Produttive, che avrà l’incarico di esaminare la richiesta di accesso alle agevolazioni delle imprese della nostra Regione.
La decorrenza del termine iniziale, per la presentazione delle domande da parte delle imprese, è fissata dal 16 dicembre scorso, mentre il termine ultimo è fissato allo scadere del 90° giorno successivo al termine iniziale di cui sopra.
L’accesso alle agevolazioni è consentito a progetti che prevedano un investimento complessivo ammissibile non inferiore a 60.000 € e non superiore a 400.000 €.
Si ricorda che possono beneficiare delle agevolazioni in oggetto le imprese che rispondono alla condizione di “prevalente partecipazione femminile” e cioè:
· Imprese individuali il cui titolare sia donna
· Società di persone e società cooperative in cui la compagine societaria sia formata almeno per il 60% da donne, indipendentemente dalla quota di capitale detenuta
· Società di capitali in cui le donne detengono i 2/3 delle quote di capitale e formano i 2/3 dell’organo di amministrazione
Il requisito di partecipazione femminile deve sussistere al momento della presentazione della domanda per le agevolazioni della L. 215/92 e, pena la revoca, deve essere mantenuto per almeno cinque anni a partire dalla data di concessione della agevolazione.
Oltre a tale requisito si ricorda, inoltre, il vincolo del requisito di “dimensione di piccola impresa” come definito dal decreto del Ministero delle Attività Produttive dello scorso 18 aprile.
Le imprese, alla data di presentazione della domanda, devono essere già costituite e iscritte al Registro delle imprese, oppure devono avere almeno fatto richiesta di iscrizione ed essere in possesso della partita IVA.
Per tutte le imprese, ai fini delle agevolazioni in oggetto, vale il vincolo di comprovare di avere la piena disponibilità dell’immobile dell’unità locale dove è realizzato il programma.
Le iniziative ammissibile riguardano:
· Avvio di attività imprenditoriali
· Acquisto di attività preesistenti o di un ramo di azienda
· Realizzazione di progetti innovativi, (qualificazione e innovazione di prodotto, tecnologica, organizzativa, ampliamento e ammodernamento dell’attività)
· Acquisizione di servizi reali ai fini, tra gli altri, dell’aumento della produttività, della ricerca di nuovi mercati, dell’acquisizione di nuove tecniche.
Il DM del 25 novembre 2005, individua una serie di criteri di priorità validi in tutto il territorio nazionale, che possono prevedere maggiorazioni ai fini della attribuzione del punteggio per la formazione della graduatoria :
1. nuovi occupati rispetto agli investimenti ammessi, (intendendo per nuovi occupati le unità aggiuntive attivate nell’anno a regime rispetto alle unità preesistenti, che si tratti di assunti a tempo determinato, indeterminato, soci lavoratori di cooperative, collaboratori familiari);
2. nuova occupazione femminile rispetto agli investimenti ammessi , (rapporto tra numero occupate donne attivate dal programma e l’importo dell’investimento ritenuto ammissibile);
3. nuovi investimenti rispetto a quelli totali, (nelle iniziative di avvio attività gli investimenti totali sono pari ai nuovi investimenti ammessi; per l’acquisto di attività preesistente l’ammontare degli investimenti è pari alla somma dei nuovi investimenti e del costo relativo all’acquisto dell’attività, per progetti innovativi l’ammontare degli investimenti è pari alla somma dei nuovi investimenti e dell’investimento netto preesistente al programma)
4. partecipazione femminile all’impresa, (che esclude dalla maggiorazione le ditte individuali e le società a responsabilità limitata unipersonali);
5. la presenza di certificazioni ambientali e/o di qualità e l’attuazione da parte dell’impresa di iniziative di conciliazione lavoro/famiglia, (legge 53/2000, art. 9).
I criteri 4 e 5 prevedono una maggiorazione pari, rispettivamente, al 10% e al 5% al valore assunto da ciascuno dei criteri 1,2,3.
In seguito alle disposizioni del Decreto del Presidente della Repubblica, n. 314, del 28 luglio 2000, le agevolazioni saranno concesse per il 50% in conto capitale e per il 50% sotto forma di finanziamento a tasso agevolato.
Il termine per presentare le domande è dunque fissato al 17 marzo 2006.
Quest’ultimo è stato introdotto l’8 marzo da un Decreto del Ministero delle Attività Produttive.La compilazione del prospetto è obbligatoria e riguarda solo le domande delle imprese delle Regioni (come l’Umbria), che non hanno integrato con risorse proprie il 6° bando e la cui istruttoria, sarà, quindi, curata direttamente dal Ministero delle Attività Produttive. Il Ministero, per facilitare la gestione di tali domande, ha deciso di introdurre una fase preliminare all’esame istruttorio che porterà all’elaborazione di una pregraduatoria, per ogni Regione ed ogni settore . Il prospetto servirà proprio a formare queste graduatorie e dovrà quindi essere allegato alla domanda, pena l’invalidità della stessa. Le imprese che hanno già presentato la domanda devono tassativamente integrarla con il prospetto entro il termine di chiusura del bando.